L’ibis eremita è un uccello purtroppo a rischio d’estinzione che un tempo viveva in Europa ed è sopravvissuto in luoghi aridi e rocciosi come il deserto.

L’Ibis eremita, noto scientificamente come Geronticus eremita (Linnaeus, 1758), deve il suo nome a radici linguistiche greche e latine. Il termine “Geronticus” deriva dal greco antico γέρων (gérōn), che significa “anziano“, un chiaro riferimento all’aspetto caratteristico di questo uccello.

Il nome “eremita“, invece, ha origine dal latino, che a sua volta si rifà al greco antico ἐρημία (eremía), con il significato di “deserto” o “solitudine“, evocando gli ambienti aridi e rocciosi che questa specie sceglie come habitat. Infatti, necessita della presenza di rupi rocciose per nidificare in colonie.

Non è da confondere con l’Ibis calvo Geronticus calvus (Boddaert, 1783) nè con l’Ibis sacro Threskiornis aethiopicus (Latham, 1790) che si sta sempre più diffondendo in Europa creando anche numerosi problemi per la biodiversità.

Ma andiamo a scoprire di più su questo uccello nel nostro articolo.

Storia e declino di questo uccello

Le cause del declino della popolazione sono molteplici. Le principali potrebbero essere le seguenti:

  • il bracconaggio, condotto principalmente in Medio Oriente e Nordafrica;
  • la distruzione degli habitat naturali, dovuta all’espansione urbana;
  • la diffusione dell’agricoltura intensiva e l’uso di pesticidi, che ha avuto effetti negativi sulla salute degli individui rimasti.

Nel XX secolo, l’ibis eremita era da lungo tempo estinto in Europa, con le ultime popolazioni selvatiche confinate in poche aree del Marocco e della Turchia. In Siria, una piccola colonia è stata riscoperta nel 2002, ma rimane estremamente vulnerabile, anche a causa della situazione critica del Paese.

In epoca storica, l’ibis eremita era presente in Europa, nidificando in Baviera, Svizzera, Austria, Slovenia e Italia. Testimonianze iconografiche e scritte, come quelle di Conrad Gessner (1555) e Ulisse Aldrovandi (1599), ne documentano la diffusione anche nell’area istro-dalmata e in Slovenia, dove affreschi del XV secolo potrebbero raffigurare questa specie (Perco & Tout, 2001).

Queste aree molto diverse tra loro per caratteristiche climatiche e territoriali, sottolineano l’importante capacità di questo uccello ad adattarsi a condizioni anche molto diverse tra loro.

L’Ibis eremita in Italia è una specie a rischio? Laguna di Orbetello

Dove si trova l’Ibis Eremita in Italia?

Come emerge dall’analisi del progetto LIFE Northern Bald Ibis in Italia abbiamo un’area di svernamento per le colonie di Ibis eremita, l’oasi WWF della Laguna di Orbetello in Toscana.

I ricercatori sottolineano che dopo essere stati rilasciati in natura, gli uccelli rimangono di solito nell’oasi WWF fino al raggiungimento della maturità sessuale, motivo per cui possono essere osservati qui tutto l’anno. Inoltre, avvistamenti occasionali sono stati registrati anche in altre aree d’Italia. Ad esempio nel Padule di Fucecchio, sempre in Toscana, e nei campi intorno al Lago Borghese (PT).

Gli ibis rilasciati provengono dal Programma di Riproduzione Europeo (EEP) che i giardini zoologici gestiscono coordinati dallo Zoo di Innsbruck. Attualmente questa popolazione conta circa 1.400 Ibis.

Nel nostro Paese è presente una piccola colonia in semilibertà presso l’Oasi dei Quadris a Fagagna (UD), composta da circa 180 uccelli. Qui, negli ultimi anni alcuni ibis eremita di provenienza austriaca si fermano per svernare.

Anche in natura la sfida è ardua. Lo dimostra ciò che accadde nella notte tra il 21 e il 22 novembre 2022 nell’Oasi Wwf Laguna di Orbetello, quando il ciclone Denise sorprese sui loro posatoi un branco di Ibis, mietendo 27 vittime.

Il progetto Ibis eremita

Il progetto LIFE Northern Bald Ibis cofinanziato dall’Unione Europea mira a far incrementare la popolazione di questo uccello in Europa. Infatti, è una specie a grave rischio di estinzione (Critically Endangered), quindi inserita nella lista rossa dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature).

L’obiettivo è il seguente. “Dal 2022 il nuovo progetto LIFE cerca di preservare l’Ibis eremita in Europa. All’inizio del 2022, dopo 20 anni di sforzi di reintroduzione, nelle Alpi europee vivevano già 200 Ibis eremita. Nell’ambito del progetto “LIFE20 Northern Bald Ibis”, questa popolazione dovrà diventare autosufficiente entro il 2028 e sopravvivere per lo più senza l’intervento umano.”

Il report 2023 del progetto sottolinea che “nel corso del 2023, la popolazione è passata da 201 a 256 animali. In totale sono nati 78 pulcini in natura, di cui quattro al di fuori delle aree di riproduzione.” Non è tutto infatti, prosegue il comunicato “È stato un anno in cui il progetto ha raggiunto e superato i suoi obiettivi, con uno straordinario successo di riproduzione, con il più grande gruppo di Ibis eremita che abbia mai attraversato le Alpi, e con tentativi di riproduzione al di fuori delle aree di riproduzione in Italia e Svizzera.”

Un altro esempio di come l’uomo può fare molto per recuperare gli errori del passato impegnandosi nella tutela della biodiversità.

Referenze
Perco F.

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