Sono molte le piante che, a causa del cambiamento climatico e dell’inquinamento, stanno scomparendo. Vediamo nel dettaglio quali.

Abbiamo già parlato della lista rossa delle specie a rischio estinzione, che non riguarda solo gli animali ma anche le specie vegetali. Secondo la International Union for Conservation of Nature (IUCN), che stila questa lista, circa il 40% delle specie vegetali conosciute a livello globale è a rischio di estinzione (IUCN Red List, 2023).

Questo fenomeno davvero molto preoccupante è aggravato dalla distruzione degli habitat naturali, dall’introduzione di specie aliene invasive e dall’uso intensivo di pesticidi. Così si stanno compromettendo ecosistemi fondamentali per la salute dell’uomo e del pianeta.

Quali piante sono a rischio di estinzione in Italia?

L’Italia rappresenta un vero paradiso per la biodiversità verde, in particolare spicca la Sicilia che ospita oltre 2700 taxa specifici e intraspecifici, di cui circa 400 endemici.

In totale il bel Paese ospita oltre 6000 specie vegetali, molte delle quali endemiche. Tuttavia, circa 1200 di queste sono considerate minacciate, quindi a rischio di estinzione (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, 2023).

Tra le specie a rischio ricordiamo la Primula di Palinuro (Primula palinuri), una pianta endemica delle coste calcaree del sud classificata come in pericolo critico a causa dell’erosione costiera e del turismo non regolamentato (Raimondo et al., 2014). Lo Zafferano delle Alpi (Crocus alpinus), tipico dei prati alpini, che soffre per il riscaldamento globale spingendosi verso quote sempre più elevate, riducendo così il suo habitat (Beniston et al., 2017). Il Giglio di mare (Pancratium maritimum), una pianta bulbosa caratteristica delle dune costiere, minacciata dall’urbanizzazione e dalla distruzione delle spiagge (ISPRA, 2022).

Tra gli alberi invece, risulta estinto in natura il Pino Calabrese (Pinus brutia), specie del Mediterraneo orientale presente storicamente anche in Calabria. Un altro albero endemico a rischio è l’Abete delle Madonie (Abies nebrodensis) che sopravvive con poche decine di esemplari adulti nell’area del Parco delle Madonie in Sicilia.

In questi casi estremi anche l’eccessiva proliferazione di ungulati come daini e cinghiali può rappresentare una minaccia alle giovani piante. Da notare che i rimboschimenti con specie non originariamente presenti possono causare inoltre fenomeni di ibridazione tra specie affini, aumentando i rischi di estinzione delle specie minacciate.

Per fortuna, molte specie vegetali possono beneficiare di attività di conservazione “ex situ”, cioè di propagazione al di fuori dell’habitat naturale, per esempio tramite propagazione negli orti botanici o congelamento dei semi per usi futuri.

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Perché nelle isole la flora è in pericolo

Osservando i dati IUCN (International Union for Conservation of Nature) emerge che sono le isole le aree più in pericolo. Questo è dovuto all’incremento crescente dell’utilizzo del suolo e al loro alto tasso di endemismo (cioè ospitano specie non presenti altrove). Quest’ultimo è correlato spesso ad una scellerata gestione umana e alla diffusione delle specie alloctone invasive.

Grethel Aguilar, direttore generale della IUCN, a seguito della pubblicazione di un recente report ha dichiarato: “Lo studio, a cui hanno partecipato oltre mille esperti, ha rivelato che almeno 16.425 delle 47.282 specie di alberi presenti nella lista sono oggi a rischio di estinzione in 192 Paesi. In larga parte gli impegni a ridurre la deforestazione mondiale entro il 2030 sono stati disattesi, come nella fascia tropicale per esempio, e i progressi raggiunti finora sono limitati.”

La situazione che emerge è quindi preoccupante a livello globale ma nelle isole la preoccupazione viene amplificata per le motivazioni viste in precedenza.

Come contrastare la perdita di flora Italiana?

La scomparsa delle piante è una perdita grave infatti, il danno arrecato alla biodiversità è incalcolabile. Tuttavia è possibile agire, con azioni mirate e una maggiore consapevolezza globale, per invertire questa grave tendenza. Come sottolinea l’IUCN “Proteggere le piante significa proteggere la vita sulla Terra”.

Flora Italiana, quali piante sono a rischio d’estinzione? La Primula di Palinuro

Fondamentali sono quindi tutte le azioni per la conservazione, come l’adozione di strategie integrate di conservazione come la protezione degli habitat. Attraverso l’istituzione di aree protette, come nel caso del Parco Nazionale del Cilento, che tutela la Primula di Palinuro attraverso progetti di conservazione mirati.

Fondamentale è anche la riduzione delle emissioni, in modo da mitigare gli effetti del cambiamento climatico su tutte le specie, comprese quelle vegetali.

Al primo posto però è obbligatorio mettere l’educazione e la sensibilizzazione delle persone in generale. I programmi di educazione ambientale, atti a promuovere comportamenti sostenibili che riducono la pressione sulle risorse naturali, sono lo strumento più efficace a medio-lungo termine.

Riferimenti bibliografici:

https://www.iucnredlist.org/
https://www.mase.gov.it/pagina/liste-rosse-nazionali
https://www.nnb.isprambiente.it/it/data/2853283

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