La caccia di selezione: un valido strumento per mantenere l’equilibrio ambientale

31.05.2022

Parlando di caccia di selezione, per prima cosa, è necessario darne una corretta definizione.

Censimento e selezione, come funziona il metodo che arriva dal centro Europa

La caccia di selezione è una pratica che arriva dall’Europa Centrale e che segue un preciso criterio scientifico. Il processo di “selezione”, infatti, prevede da principio il “censimento” di tutti i capi di una data specie presenti in un’area.

Il censimento articola la suddivisione degli animali in base a criteri di:

  • sesso
  • età

In seguito, viene steso un elenco, diviso per Provincia e Regione, del numero e tipologia di capi da abbattere e del periodo in cui è possibile farlo.

Un sostegno per gli ecosistemi

La teoria sulla quale si basa questo particolare tipo di attività venatoria è quella secondo la quale in un certo periodo può rendersi necessario ridurre, aumentare o mantenere stabile la popolazione di una particolare specie di animali in una data area geografica.

L’aumento indiscriminato di alcuni animali, infatti, può causare svariati danni sia agli ecosistemi che alle altre popolazioni che li abitano; i cervi così come i caprioli e i cinghiali creano problemi devastando colture di ogni genere, gli ungulati, più in generale, sono i maggiori responsabili anche di incidenti stradali nelle aree limitrofe ai boschi, e così via.

Cacciatori abilitati alla protezione del territorio

E’ importante sottolineare come, ancora una volta, torna ad essere centrale il ruolo del cacciatore come Paladino del Territorio (leggi anche) e custode degli ecosistemi.

La caccia di selezione, infatti, prevede che la figura che segue tutto il processo sia un cacciatore abilitato al ruolo di “selecontrollore”. Questa figura ha seguito un corso e sostenuto un esame di abilitazione che la autorizza a mettere in campo il processo di selezione dei capi da abbattere.

Armonia per l’ambiente, l’uomo e la fauna

Per totale onestà, bisogna sempre ricordare che la causa principale della necessità di ristabilire o mantenere un equilibrio nella presenza di animali selvatici nell’ambiente è imputabile alla cattiva gestione del territorio così come quella dei rifiuti che richiamano alcuni animali ad avvicinarsi ai centri abitati.

Fondazione UNA sostiene da sempre la centralità del cacciatore, profondo conoscitore del proprio contesto territoriale, quale attore fondamentale di tutti i processi volti alla salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi.

Per maggiori informazioni sulla formazione dei cacciatori: https://www.alpvet.it/