Scopri perché i moderni zoo safari rappresentano un presidio fondamentale per la conservazione ex situ delle specie animali e per il mantenimento della biodiversità.

In un contesto globale in cui la biodiversità è minacciata da cambiamenti climatici, specie alloctone e perdita di habitat, gli zoo moderni sono realtà indispensabili.

Strutture come il Bioparco di Roma, il Parco Natura Viva di Bussolengo o il Parco Faunistico La Torbiera di Agrate Conturbia svolgono un ruolo attivo nella tutela della fauna selvatica. Partecipano infatti a programmi internazionali di riproduzione e reintroduzione di specie in pericolo, in accordo con quanto previsto dall’European Association of Zoos and Aquaria (EAZA),un’organizzazione accreditata in seno all’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN).

In Italia queste strutture, oltre a promuovere l’educazione ambientale e la sensibilizzazione del pubblico al tema della conservazione delle specie, rappresentano luoghi importanti di formazione esperienziale per le nuove generazioni, troppo spesso abituate a vedere tantissimi animali solo attraverso un device elettronico. Chiudere gli zoo significherebbe quindi rinunciare a strumenti concreti di contatto con la natura disponibili a tutti: dai bambini, agli anziani, ai diversamente abili; oltre che avamposti preziosi nella lotta contro la perdita di biodiversità.

L’utilità degli Zoo safari in Italia

Gli zoo safari italiani operano come strutture zoologiche ex situ che adempiono a precise funzioni, riconosciute a livello normativo dalla Direttiva 1999/22/CE e dal D.Lgs. 73/2005 che, ricordiamo, in Italia prevede ispezioni annuali da parte di due Ministeri e dei Carabinieri Forestali.

Oltre all’esposizione al pubblico, per il quale sono comunemente noti, svolgono ruoli chiave nella gestione faunistica controllata, nella preservazione di taxa minacciati attraverso programmi EEP (European Endangered Species Programme) e nella criopreservazione di risorse genetiche (biobanca – come previsto dalle linee guida EAZA BioBank).

Inoltre, tali realtà collaborano con istituzioni veterinarie e università per la sorveglianza sanitaria delle popolazioni animali, fungendo da sentinelle per il monitoraggio di zoonosi e patologie emergenti.

Non solo, l’interazione tra pubblico e fauna in contesti controllati consente di studiare le risposte comportamentali e fisiologiche degli animali a stimoli ambientali, dati preziosi per migliorare il welfare in cattività e applicabili anche nei piani di rewilding. Infine, la presenza in Italia di zoo safari dotati di standard elevati di stabulazione, arricchimento ambientale e bio-monitoraggio rappresenta una risorsa complementare alla conservazione in situ, in un contesto in cui habitat naturali frammentati e perdita di connessione ecologica ostacolano la sopravvivenza delle popolazioni selvatiche.

Dove si trovano i safari park in italia?

I giardini zoologici e i safari park in Italia sono distribuiti in diverse regioni, ecco una selezione delle strutture più rinomate e visitate:

  • Zoosafari Fasanolandia situato a Fasano in Puglia. Grazie alla sua estensione di 140 ettari ospita oltre 200 specie, per questo è il secondo parco faunistico più grande in Europa.
  • Bioparco di Roma, già Giardino Zoologico, è la struttura più antica in Italia essendo stato inaugurato nel 1911. Si estende su una superficie di 16 ettari con un importante rettilario edificato nel 1935.
  • Parco Natura Viva a Bussolengo in provincia di Verona. L’ampia area di 42 ettari di bosco, in cui vivono oltre 1500 animali, ospita anche un vero e proprio Safari Africano e 30 progetti di ricerca.
  • Zoom a Torino. Ospita 11 habitat africani e asiatici e offre la possibilità di interagire con gli animali, soprattutto durante il periodo estivo, grazie al parco acquatico presente all’interno della struttura.

I safari park e gli zoo sono quindi ben distribuiti e diffusi in Italia, con prevalenza nel nord del Paese. Oltre a quelli già elencati ce ne sono altri, come il Parco Faunistico Valcorba, il Giardino Zoologico di Pistoia, il Parco Zoo di Falconara e il Safari Ravenna, che accolgono complessivamente qualche milione di visitatori ogni anno.

Safari Park in Italia

Perché chiudere gli zoo safari?

La volontà di chiudere gli zoo safari, spesso portata avanti dalle frange animaliste più estreme appoggiate da una parte della comunità scientifica, riguarda le obiezioni che vedremo di seguito. Frequentemente viene sottolineata la presunta inadeguatezza etologica di alcuni ambienti infatti, anche nelle strutture più moderne, le condizioni di stabulazione raramente riescono a replicare la complessità ecologica e sociale degli habitat naturali, compromettendo l’espressione di comportamenti specie-specifici e incrementando lo stress.

Dal punto di vista veterinario invece, la densità animale elevata e l’interazione ravvicinata con i visitatori possono aumentare il rischio di trasmissione di patogeni zoonotici, soprattutto in assenza di protocolli rigorosi di biosicurezza. Inoltre, le strutture che non aderiscono pienamente alle linee guida EAZA o WAZA, attirano dubbi sulla qualità del benessere animale e sull’effettiva trasparenza delle pratiche gestionali.

Un’altra criticità è di tipo “morale”. Infatti, alcuni zoo safari potrebbero mantenere e riprodurre specie carismatiche non minacciate, destinate all’esposizione più che a reali progetti di reintroduzione o di conservazione genetica. Questo solleva interrogativi sull’allocazione delle risorse e sulla reale efficacia di tali strutture come strumenti di tutela della biodiversità.

Di conseguenza anche l’approccio educativo, se limitato a mero intrattenimento antropocentrico, rischia di trasmettere messaggi sbagliati sulla relazione uomo-natura, riducendo cioè gli animali a meri oggetti di consumo visivo.

Perché gli zoo safari servono

L’attività scientifica che si svolge nei parchi zoologici è fondamentale per approfondire la biologia delle specie animali, conoscenza fondamentale per qualsiasi progetto di conservazione. Allevare specie minacciate, come ad esempio il condor della California, è più facile se esiste una consolidata esperienza nel campo.

Gli zoo hanno salvato molte specie estinte in natura che oggi, invece, sono tornate nei loro habitat, come il bisonte europeo e il gipeto. Negli zoo particolare attenzione è posta nell’assicurare il necessario benessere degli animali ospitati, mentre si evitano processi di domesticazione che potrebbero rendere inidonei gli animali ad un eventuale ritorno alla vita selvatica. Ricordiamo però, che trattandosi di operazioni alquanto dispendiose, queste reintroduzioni vanno effettuate solamente nel caso che siano realmente di beneficio alla conservazione della specie.

Come supportare zoo e zoo-safari?

L’azione più immediata, alla portata di ognuno di noi, è quella di visitarli facendosi accompagnare da guide esperte, così da comprendere anche le attività di ricerca scientifica condotte nel parco. In Italia gli zoo raramente sono pubblici, quindi la loro esistenza è sempre legata al pagamento del biglietto da parte dei visitatori. Oltre che a sostenere le collezioni animali e lo staff, i moderni parchi zoologici supportano progetti di conservazione degli habitat naturali e numerosi progetti di ricerca.

Il supporto però non dev’essere solo di carattere economico ma anche comunicativo e sociale. Come già scritto in precedenza, queste strutture promuovono anche l’educazione ambientale e la sensibilizzazione delle persone comuni e delle nuove generazioni, trasmettendo consapevolezza sull’importanza della biodiversità. Chiunque può contribuire condividendo con amici, parenti e vicini i momenti positivi passati in famiglia oppure diffondendo questo post per meglio fare conoscere la funzione dei parchi zoologici.

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Bibliografia:

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Gippoliti S. & Avesani C. (2022) Giardini zoologici italiani tra passato e futuro. Natura & Montagna, 64: 82-86.

Jensen, E. (2014) Evaluating children’s conservation biology learning at the zoo. Conservation Biology, 28(4), 1004-1011.

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