Scopri come le microplastiche causino inquinamento ambientale in Italia e come ridurlo grazie a interventi efficaci e buone pratiche ambientali quotidiane.

È consolidato che l’inquinamento ambientale sia una delle principali emergenze a livello globale, con ripercussioni dirette sulla biodiversità, sulla salute degli ecosistemi e sull’uomo. L’Italia e l’Europa non fanno eccezione, le principali cause dell’inquinamento ambientale sono riconducibili all’agricoltura intensiva, all’urbanizzazione e alla crescente presenza di microplastiche.

Secondo il rapporto Microplastic releases in the European Union dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), il trend risultante mostra un aumento di dispersione di microplastiche nell’ambiente dal 7,5 all’8,6% tra il 2016 e il 2022. Una tendenza preoccupante, difficile da invertire senza l’attuazione di azioni mirate, pratiche e costanti.

In questo senso, Fondazione UNA, con l’iniziativa “Operazione Paladini del Territorio”, promuove azioni concrete di tutela ambientale, come la raccolta dei rifiuti abbandonati, coinvolgendo cittadini, agricoltori e cacciatori nella salvaguardia dei territori naturali.

Che cosa sono le microplastiche? E perché fanno male?

Come suggerisce l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), le microplastiche sono una miscela eterogenea di materiali di forma differente – frammenti, fibre, sfere, granuli, pellets, fiocchi o perle – di dimensioni da 1 micrometro (µm) a 5 mm. Le microplastiche si distinguono tra primarie o secondarie:

  • le microplastiche primarie sono plastiche prodotte intenzionalmente in dimensioni ridotte. Ne fanno parte quelle utilizzate nei cosmetici, nelle vernici, nelle paste abrasive e nei fertilizzanti;
  • le microplastiche secondarie sono invece originate dall’usura, deterioramento e frammentazione di materiali in plastica di dimensioni maggiori. Ad esempio derivano da tessuti sintetici, buste, bottiglie o pneumatici.

La diffusione delle microplastiche nell’ambiente è una grave fonte di inquinamento delle acque e non solo, spesso derivante dallo smaltimento non corretto dei prodotti di consumo. Infatti, le microplastiche secondarie costituiscono la quota maggiore tra quelle disperse nell’ambiente.

Sempre secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) i danni che le microplastiche causano al corpo umano sono di natura fisica, chimica o microbiologica. A livello fisico possono causare danni diretti all’apparato respiratorio e all’apparato digerente, ovvero i primi apparati con cui entrano in contatto.

A livello chimico possono provocare danni a carico del sistema endocrino e causare problemi alla sfera riproduttiva e al metabolismo.

A livello microbiologico invece le microplastiche possono trasformarsi in vettori e trasportare microrganismi in grado di causare malattie.

Che cosa sono le microplastiche? E perché fanno male?

Quali oggetti causano la dispersione di microplastiche?

Sempre secondo il rapporto Microplastic releases in the European Union dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), l’incremento dell’inquinamento da microplastiche dipende principalmente da:

  • abrasione di pneumatici dei veicoli per il 12.3%;
  • pellet di plastica, cioè piccoli granuli di polimero utilizzati come materia prima per la realizzazione di prodotti finiti in plastica, per il 7%;
  • vernici e pitture che contengono polimeri o resine sintetiche, generalmente usate per auto, barche, segnaletica stradale ecc, per il 5%.

Altri oggetti che disperdono microplastiche sono i prodotti tessili sintetici (compresi i prodotti per la casa e le scarpe), i prati sintetici artificiali e le capsule detergenti e geotessili. Dalla stima elaborata dai ricercatori, benché complessa e incerta, emergerebbe una dispersione di microplastiche di 42.000 tonnellate annue nell’ambiente, acque comprese.

Cosa fare per ridurre l’inquinamento da microplastiche?

Tutti noi possiamo ridurre l’inquinamento delle acque e ambientale in generale, anche se questo richiede interventi integrati, consapevolezza e azione su più livelli.

Per contrastare la diffusione delle microplastiche le azioni da compiere sono molteplici infatti, è fondamentale: ridurre il consumo di plastica monouso, dedicare la necessaria attenzione ai moderni sistemi di raccolta dei rifiuti e riflettere sull’impatto di prodotti tessili e cosmetici. La diffusione del fast fashion, ad esempio, è una delle principali fonti di inquinamento e produce un impatto ecologico devastante.

Sviluppare una certa consapevolezza sull’argomento, premiando quelle realtà che riducono l’uso degli oggetti più inquinanti visti in precedenza, sarà fondamentale per il futuro dell’ambiente e per il mantenimento della salute collettiva.

In questo quadro di attività consapevoli e dal grande impatto, si inserisce il lavoro di Fondazione UNA, che attraverso iniziative come “Operazione Paladini del Territorio”, coinvolge attivamente i cittadini nella difesa del capitale naturale, promuovendo una visione integrata dell’ambiente, dove biodiversità, territorio e attività umane possono convivere in equilibrio. Migliaia di persone hanno già aderito all’iniziativa, raccogliendo vere e proprie montagne di rifiuti nei luoghi a loro più cari: ora il prossimo Paladino del Territorio potresti essere proprio tu.

cta - Paladini del territorio

Condividi

La natura non può essere lasciata sola. Fai la tua parte.

Supporta attivamente i nostri progetti facendo una donazione o diventando sostenitore. Puoi anche devolvere a Fondazione UNA il tuo 5×1000.

Blog