La biodiversità non è solamente il focus centrale delle politiche ambientali contemporanee ma la condizione stessa che caratterizza la vita sulla Terra.
Come definito dalla Convenzione ONU sulla Diversità Biologica, la biodiversità è definibile come “la varietà e la ricchezza delle forme viventi – animali, vegetali, microrganismi – e degli ecosistemi che esse compongono”; una rete invisibile che tiene insieme tutti i processi naturali, dando luogo a relazioni funzionali all’interno degli ecosistemi che garantiscono la loro resilienza, il loro mantenimento in un buono stato di conservazione e la fornitura dei cosiddetti servizi ecosistemici.
Per questa ragione, ogni volta che una specie scompare o che un habitat si degrada, un filo di questa rete si spezza, indebolendo la capacità dell’intero ambiente naturale di rigenerarsi ed in questo modo di nutrire e di proteggere anche l’uomo.
Ecco perché, oggi, la biodiversità ruota attorno a un concetto centrale: la coesistenza armoniosa tra uomo, natura e ambiente, tra l’utilizzo delle risorse del nostro pianeta e la loro conservazione. Questo rapporto non è statico, ma in continuo mutamento e richiede attenzione costante e gestione responsabile degli ecosistemi, attraverso interventi basati su dati ed evidenze scientifiche.
Perché è importante la biodiversità
Come abbiamo già descritto, la biodiversità è ciò che permette agli ecosistemi di esistere e prosperare. Ogni specie, anche la più piccola, svolge un ruolo specifico nel mantenimento di questo complesso sistema: dalla produzione di ossigeno, alla decomposizione della materia organica, all’impollinazione fino al controllo delle popolazioni delle prede da parte dei predatori.
Quando però una o più specie diventano eccessivamente dominanti o, al contrario, troppo rare, si crea uno squilibrio ecologico che può compromettere interi habitat. È il caso, ad esempio, dell’aumento non controllato di alcune specie di ungulati, che in molte regioni italiane ha provocato e continua a provocare danni ai boschi, alle coltivazioni e alla fauna minore. Un numero troppo elevato di questi animali può intaccare il rinnovamento naturale delle foreste, portare alla competizione con altre specie erbivore ed alterare la struttura vegetale presente sul territorio. Questi effetti, sommati nel tempo, sono tra le cause principali della riduzione della biodiversità e divengono particolarmente evidenti quando gli ecosistemi sono frammentati e circondati da una ‘matrice’ di ambienti antropizzati, come quelli urbani o di agricoltura intensiva.
Ecco perché è necessario sottolineare che la tutela della biodiversità non coincide semplicemente con la protezione passiva, ma con una gestione attiva degli ecosistemi fondata su criteri scientifici.
La natura, infatti, è un sistema dinamico e puntare ad un “equilibrio naturale” immutabile non è una possibilità percorribile. Anche l’uomo è parte integrante di questo sistema e, come tale, condiziona ogni aspetto: clima, suoli, acque, popolazioni animali. Perciò, l’intervento umano, se guidato da conoscenza e responsabilità, può diventare una risorsa.
In questo quadro, ad esempio, l’attività venatoria praticata secondo le normative vigenti può rappresentare uno dei mezzi a disposizione per la gestione del patrimonio naturale. Non si tratta di contrapporre l’uomo alla natura, ma di gestire un equilibrio che tenga conto della maggior parte delle componenti della biodiversità.
Il prelievo controllato di alcune specie cacciabili, ad esempio, supportato da censimenti e piani faunistici, contribuisce a evitare danni agli habitat, a ridurre conflitti con le attività agricole e a favorire la coesistenza tra specie diverse.
La biodiversità, quindi, è una forma di “assicurazione naturale” che contribuisce alla stabilità e resilienza di un ecosistema, capace quindi di assorbire gli shock ambientali. La sua perdita non riguarda solo il destino di specie animali o vegetali, ma potrebbe influenzare la nostra sicurezza alimentare, la salute pubblica, la qualità della vita delle generazioni future.
Quali fattori influenzano la biodiversità
Analizzando nel dettaglio quali sono i fattori che incidono sulla biodiversità si scopre come siano tanti ma tutti interconnessi. Alcuni di questi sono di origine naturale, mentre altri (la maggior parte) derivano dall’attività umana. All’interno di questi ultimi, tra i più importanti, troviamo:
- Cambiamenti nell’uso del suolo.
- La modifica degli habitat.
- L’inquinamento.
- I cambiamenti climatici.
- L’introduzione di specie aliene, cioè non autoctone di una data regione.
- Il disequilibrio demografico tra specie.
In Italia, ad esempio, alcuni fenomeni sono vere e proprie minacce alla biodiversità. Parliamo dell’espansione urbana e infrastrutturale, dell’abbandono delle aree rurali, dell’omogeneizzazione agricola e della frammentazione degli habitat che hanno ridotto gli spazi vitali destinati alla flora e alla fauna selvatica.
A questi si aggiungono situazioni complesse, come la crescita incontrollata delle popolazioni di alcune specie: la rarefazione o al contrario l’esplosione demografica dei predatori naturali o dei competitor precedentemente presenti sullo stesso territorio, unita a condizioni ambientali particolari, può infatti favorire la proliferazione di specie che, diventando “dominanti”, compromettono la biodiversità.
Queste situazioni di disequilibrio ecologico derivano spesso da un intreccio di fattori: cambiamento climatico, disponibilità di risorse alimentari, colonizzazione di specie esotiche o incremento demografico di specie autoctone e altro ancora.
In sintesi, la biodiversità è un sistema complesso che risponde alle pressioni ambientali in modo interdipendente. Per tutelarla serve un approccio integrato e coordinato, in cui la conoscenza scientifica e i monitoraggi guidino le decisioni.

Cosa si sta facendo per salvaguardare la biodiversità
La salvaguardia della biodiversità richiede azioni a diversi livelli: globale, nazionale e personale. Le strategie più efficaci sono quelle che integrano politiche di conservazione, pianificazione territoriale e coinvolgimento delle comunità.
A livello intergovernativo esistono diverse organizzazioni internazionali che lavorano per la protezione della biodiversità, rappresentando un punto di contatto tra i diversi punti di vista e attori coinvolti. I più importanti sono:
- l’International Union for Conservation of Nature (IUCN): la più grande rete globale di organizzazioni e governi per la conservazione della biodiversità, fondata nel 1948. Fondazione UNA è membro dell’unione e parte della delegazione italiana dello IUCN dal 2020.
- Lo United Nations Environment Programme (UNEP): un’organizzazione delle Nazioni Unite che promuove la tutela dell’ambiente e la sostenibilità attraverso politiche globali e progetti specifici.
- L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO): che attraverso strumenti come la Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale e il Programma “Uomo e Biosfera”, supporta la conservazione e valorizzazione delle aree naturali.
A livello locale e personale, la custodia della biodiversità si concretizza in attività quotidiane: monitoraggi, censimenti, pulizia dei boschi, controllo delle specie invasive, creazione di corridoi ecologici, ripristino di habitat naturali. Qui, la comunità venatoria svolge un ruolo essenziale: con la sua presenza capillare sul territorio, può contribuire alla raccolta di dati scientifici, alla segnalazione di criticità e alla gestione attiva delle popolazioni faunistiche.
La salvaguardia, quindi, non è un atto isolato, ma un processo condiviso. E per essere efficace, deve basarsi su un principio chiaro: ogni decisione deve poggiare su valutazioni scientifiche, non su ideologie o pregiudizi. È solo attraverso la collaborazione tra comunità locali, enti di ricerca, istituzioni, agricoltori, ambientalisti e cacciatori che si può garantire un qualche equilibrio tra necessità della nostra specie e gli ecosistemi.
Le azioni di Fondazione UNA per la biodiversità
Fondazione UNA rappresenta oggi un punto di riferimento per chi crede in una tutela concreta della biodiversità, che si batte per la protezione dell’ambiente e la promozione della sostenibilità su tutto il territorio italiano.
La Fondazione promuove progetti che mettono in rete il mondo dell’ambientalismo, quello della cultura agricola e quello venatorio, che collaborano, a fianco di quello scientifico, con l’obiettivo comune di preservare la natura e migliorare la qualità della vita per tutti.
Tra le iniziative più rilevanti vi sono:
- l’Operazione Paladini Del Territorio: un progetto nato nel 2022 per mettere a sistema tutte le attività a supporto della comunità e del territorio compiute dai cacciatori, dalla pulizia degli ambienti boschivi al ripristino dei sentieri, fino a tutti i progetti attraverso i quali i circoli venatori si rendono protagonisti attivi nelle proprie comunità.
- Le collaborazioni con Federparchi: iniziate nel 2022 con la prima edizione del progetto “Biodiversità in Volo”, iniziativa nata per creare consapevolezza attorno ai progetti di tutela delle specie protette portati avanti dai parchi nazionali. Oggi prosegue con una serie di iniziative di monitoraggio e ripopolamento che vedono il contributo attivo di Fondazione UNA.
- Il riconoscimento delle Aziende Faunistico Venatorie come OECM: Fondazione UNA, insieme a Federparchi ha presentato la proposta volta al riconoscimento delle Aziende Faunistico-Venatorie (AFV) come OECM-Other Effective Area Based Conservation Measures allo IUCN World Conservation Congress 2025, mettendo in luce gli sforzi e i risultati portati da queste aree alla custodia della biodiversità.
- Le collaborazioni con la scuole e l’università: dalle lezioni interattive nella scuola primaria, alle uscite didattiche organizzate con gli istituti scolastici del territorio, fino alle iniziative più articolate e continuative, come la Digital Race e il premio per tesi di laurea e di dottorato. Questi progetti nascono con la volontà di coinvolgere gli studenti e premiare il loro impegno in progetti orientati alla tutela della biodiversità.
Fondazione UNA lavora affinché la tutela ambientale non resti confinata alle dichiarazioni d’intenti, ma si traduca in azioni tangibili, misurabili e condivise. Il suo approccio unisce la competenza scientifica alla conoscenza pratica del territorio, promuovendo un modello italiano di gestione sostenibile riconosciuto anche a livello europeo.
Cosa definisce la Convenzione ONU sulla diversità biologica
La Convenzione ONU sulla diversità biologica (CBD), firmata a Rio de Janeiro nel 1992, rappresenta il principale quadro giuridico internazionale per la tutela della biodiversità. Essa stabilisce tre obiettivi fondamentali: la conservazione della diversità biologica, l’uso sostenibile delle sue componenti e la giusta ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche.
La Convenzione riconosce che la biodiversità è una risorsa vitale per lo sviluppo e che la sua gestione deve basarsi su conoscenze scientifiche e su un approccio ecosistemico. Prevede, inoltre, che ogni Paese elabori strategie nazionali per la biodiversità e integri la conservazione nelle proprie politiche settoriali, dall’agricoltura all’energia, dalla pianificazione territoriale al turismo.
La CBD sottolinea anche l’importanza della partecipazione delle comunità locali e del rispetto dei saperi tradizionali, riconoscendo che la custodia della natura è un compito collettivo.

L’Italia ha recepito la Convenzione ONU attraverso la Strategia Nazionale per la Biodiversità, coordinata dal Ministero dell’Ambiente. Tale strategia, aggiornata periodicamente, definisce obiettivi e indicatori per conservare, ripristinare e valorizzare il capitale naturale del Paese.
I due obiettivi oggi da raggiungere, in coerenza con la Strategia Europea per la Biodiversità al 2030 sono:
- La creazione e il potenziamento delle aree protette terrestri e marine, con il raggiungimento dei target del 30% di aree protette da istituire a terra e a mare, e del 10% di aree rigorosamente protette.
- Il ripristino degli ecosistemi terrestri e marini, con il raggiungimento del target del 30% di ripristino dello stato di conservazione di habitat e specie, in particolare attraverso l’attività condotta a scala regionale inerente gli obiettivi e le misure di conservazione dei siti della Rete Natura 2000.
Negli ultimi anni l’Italia ha fatto significativi passi avanti anche nel riconoscimento del ruolo della caccia sostenibile nella gestione della biodiversità. Attraverso programmi di monitoraggio, corsi di formazione, protocolli di collaborazione tra associazioni venatorie, università e istituzioni, si è sviluppato un modello di gestione che integra la conoscenza scientifica con l’esperienza diretta sul campo.
Questo approccio, promosso anche da Fondazione UNA, riconosce che tutelare la biodiversità significa aiutarla a crescere, attraverso un equilibrio tra conservazione, uso sostenibile e responsabilità collettiva.
Aderisci a Fondazione Una e aiuta la biodiversità
La biodiversità è la base della vita e del futuro del pianeta. Ma proteggerla non significa fermare il tempo o escludere l’uomo, come sembra implicito in approcci che oggi vengono etichettati con il termine ‘Rewilding’; significa gestire con saggezza, equilibrio e conoscenza. Significa costruire una rete di responsabilità tra scienza, politica, economia e società civile.
La custodia della biodiversità non si fonda su posizioni ideologiche, ma su dati e valutazioni scientifiche. È un processo che richiede cooperazione, formazione e consapevolezza. E in questo percorso, la comunità venatoria, quando opera nel rispetto delle regole e dell’ambiente, rappresenta un alleato prezioso per mantenere l’equilibrio tra le specie e preservare la ricchezza naturale del Paese.
Fondazione UNA lavora ogni giorno per dimostrare che tutelare la natura significa anche valorizzare il ruolo dell’uomo come custode, non come antagonista. Solo unendo competenze, esperienze e responsabilità si può davvero aiutare la biodiversità a crescere.





















































































































































































