L’Europa della fauna: governance a confronto

Il Progetto intende istituire e gestire sul territorio italiano, dell“Area di Controllo e di Valorizzazione della Selvaggina (Area CVS)”

a cura dell'Università degli Studi di Napoli Federico II - Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali

federicoii

Il Progetto intende istituire e gestire sul territorio italiano, dell“Area di Controllo e di Valorizzazione della Selvaggina (Area CVS)”, così come indicato nella seguente scheda di sintesi nella quale si evincono i principali obiettivi da raggiungere. L’operazione verrà effettuata in collaborazione con Università ed Enti di gestione Amministrativi Pubblici di Spagna, Portogallo, Slovacchia, Grecia e Slovenia con i quali, sono già in atto accordi formali e ci si confronterà sulla normativa comunitaria e sulle differenze regolamentari di applicazione gestionali in realtà simili nel contesto Europeo.

Breve descrizione tecnica
Area: Preferibilmente Foresta Demaniale.
Superfici minime: 500-800 ettari.
Altitudine: 250-1000 m slm.
Habitat: Boschi misti di sempreverde e caducifoglie, pascoli, terreni agricoli e incolti.
Fauna: Direttive Habitat e Direttiva Uccelli.
Gestione: Modello sperimentale cogestito.
Valutazione: Ex ante (Valutazione Ambientale Strategica). Ex post (Valutazione Incidenza)

Collaborazioni Europee:
Partner Pubblici: Junta de Castilla y Leon (Spagna); Junta de Galicia (Spagna); Região deTrás-os
Montes e Alto Douro (Portogallo); Košice Region (Slovakia Republic); Thessaly Region (Grecia).

Partner Scientifici: Universidad de León (León, Spagna), Universidade de Santiago de Compostela (Lugo, Spagna); Universidade de Tras-os-Montes e Alto Douro (Villa Real, Portogallo); University of Veterinary Medicine and Pharmacy of Košice (Košice, Slovakia Republic); University of hessaly (Larissa, Grecia); University of Ljubljana (Ljubljana, Slovenia).

Obbiettivi

1 Attività di contenimento del numero di soggetti appartenenti a specie in incremento demografico e degli alieni.
2 Programmi di ripopolamento, traslocazione o reintroduzioni per specie in decremento o esaurimento numerico.
3 Programmi di valorizzazione economica della biodiversità (animale e vegetale) attraverso l’attivazione di apposite filiere agro-ambientali.
4 Redazione di specifiche norme e regolamenti di gestione.
5 Training dimostrativi applicabili in aree con problematiche gestionali o sottoutilizzate.
6 Confronto con realtà simili a livello Europeo.
7 Manifestazione pubblica dei risultati ottenuti.