Le 10 specie di animali a rischio estinzione in Italia 

09.08.2018

Ad oggi nel mondo sono più di 2 milioni le specie animali in pericolo di estinzione. Perdita e distruzione degli habitat terrestri e marini, inquinamento, commercio illegale, bracconaggio e cambiamenti climatici, sono i principali fattori che stanno portando alla scomparsa di centinaia di specie. Questo fenomeno non riguarda solo i continenti che immaginiamo siano privi di una moderna coscienza ambientale. Anche in Italia, purtroppo, esistono molti animali a rischio di estinzione. 

Difendere le specie animali che rischiano di scomparire dovrebbe essere negli interessi di tutti noi: la salute del nostro pianeta deriva infatti dalla tutela e dall’equilibrio di tutti gli ecosistemi della Terra, sempre più minacciati e deteriorati.
 

  1. Qual é la situazione della biodiversità in Italia? 

  2. Le 10 specie di animali più a rischio estinzione in Italia 

  3. Animali che rischiano l’estinzione in Italia: un allarme da non sottovalutare 

  

  1.  Qual é la situazione della biodiversità in Italia? 

L’Italia è un paese ricco di tradizione e cultura legate anche all’ambiente, alla caccia e al rapporto uomo-animale. Qui le condizioni climatiche uniche al mondo hanno creato un territorio particolare per lo sviluppo di una biodiversità che si presenta elevata e varia.  

O sarebbe forse più appropriato usare il passato quando si parla di biodiversità nel Belpaese? 

 Il nostro ambiente mite e la nostra posizione geografica sono ottimali per il proliferare di moltissime specie animali, anche se da alcuni decenni la comunità scientifica ha puntato l’attenzione sui rischi che corrono alcune specie.  

 Il rischio è quello di veder scomparire ben 266 specie considerate dagli esperti internazionali animali a rischio di estinzione in Italia o addirittura già estinte, come ad esempio l’avvoltoio monaco o il gobbo rugginoso, una bellissima anatra dal becco turchese. 

Gli animali che corriamo il rischio di non incontrare più nei nostri boschi o di vedere volare in cielo sono molti: per delfini, tartarughe marine, ma anche anatre, lucertole, tritoni esiste un rischio concreto. 

Lo stesso vale anche per alcuni tipi di piante e questo è un altro fattore che riguarda direttamente anche il mondo animale: l’estinzione di alcune piante, spesso fonte di cibo o di riparo per alcune specie, fa sì che ad alcuni animali manchino elementi fondamentali per la sopravvivenza e la riproduzione. 

 In alcune regioni, tra le quali Sicilia e Sardegna, si è cercato di intervenire con delle politiche di tutela mirate sia alla flora che alla fauna ma il problema è ben lontano dall’essere risolto e la situazione sembra tutt’altro che rosea. 

La Lista Rossa delle specie a rischio 

L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura stila ogni anno la Lista Rossa IUCN (IUCN Red List of Threatened Species) che è stata creata nel 1948 e rappresenta la più grande ricerca su scala mondiale riguardante le specie animali e vegetali di tutto il pianeta terrestre. 

Oltre 7500 esperti in tutto il mondo tra scienziati, zoologi, esperti di botanica e scienziati delle varie specializzazioni lavorano annualmente alla definizione della lista, raccogliendo dati scientifici che descrivono lo stato del mondo animale. 

Ci sono poi oltre diecimila volontari che implementano questa rete contribuendo a integrare i dati raccolti per avere un risultato di grande valore. L’esperienza accumulata in questi 50 anni di attività fanno della Lista Rossa IUCN è il più completo inventario del rischio di estinzione delle specie a livello globale.  

Con il tempo, si è evoluta la Lista Rossa IUCN: se, nella fase iniziale, raccoglieva le valutazioni soggettive del livello di rischio di estinzione secondo il punto di vista dei principali esperti del settore, dall’anno 1994, vi è stato un cambiamento epocale in merito alle valutazioni. 

Infatti, da oltre 20 anni le valutazioni sono basate su un sistema di categorie e criteri quantitativi scientificamente rigorosi, la cui ultima versione risale al 2001. 

Ad eccezione dei microrganismi, applicando queste categorie a tutte le specie viventi si può avere un’immediata individuazione della situazione di un determinato animale e conoscere le caratteristiche principali e i rischi a cui è esposta, potendo così programmare di mettere in campo le opportune misure di tutela.  

Ben undici sarebbero le categorie di rischio o di minaccia: 

  • Estinta (EX), questa categoria si applica quando dai dati risulta che ogni animale di una specie sia scomparso. 
  • Estinta in Ambiente Selvatico (EW), 
  • Estinta nella Regione (RE), sono gli animali che non sono più presenti in un dato spazio, come per l’Italia lo storione, la gru, il gobbo rugginoso, la quaglia tridattila. 
  • In Pericolo Critico (CR), dove rientrano lo squalo volpe, forapaglie comune, anguilla, e l’aquila del Bonelli. 
  • In Pericolo (EN), sono gli animali per i quali il rischio è concreto. Nella nostra penisola sono esempi la coturnice di Sicilia, all’alzavola, alla moretta tabaccata. 
  • Vulnerabile (VU), tra i cui esemplari troviamo il dragone bruno, l’allodola e la cheppia. 
  • Quasi Minacciata (NT), dove tra gli animali a rischio di estinzione in Italia rientrano il cannareccione, al dragone azzurro, all’oca selvatica orientale. 
  • Minore Preoccupazione (LC), il tordo di fondale, l’astore e lo sparviere  sono tra gli animali che rientrano in questa categoria. 
  • Carente di Dati (DD), i cui esemplari sono ad esempio la pernice sarda, la pernice rossa, lo squalo volpe occhione. 
  • Non applicabile (NA). 

2. Le 10 specie di animali più a rischio estinzione in Italia 

 Gli animali a rischio di estinzione in Italia sono più di quanti immaginiamo, per alcuni esistono addirittura dei programmi specifici per cercare di scongiurare questo rischio. Ecco qui di seguito un elenco delle dieci specie italiane che rischiamo di veder scomparire dal nostro territorio: 

  • L’Orso Bruno Marsicano 
  • L’Aquila del Bonelli 
  • Il Capovaccaio 
  • La Pernice Bianca 
  • Diverse specie di farfalle diurne 
  • Il lupo 
  • Lo stambecco alpino 
  • I pipistrelli 
  • Alcune specie di anatre mediterranee 
  • Il Pelombate Fosco 

Orso bruno Marsicano 

Un simbolo delle nostre montagne, rischia la scomparsa. L’orso bruno vede ridursi ogni giorno il suo spazio vitale a causa dell’attività umana. Un attento programma di reintroduzione e di tutela sta iniziando ora a prendere piede ma per ora si parla di meno di 55 sugli Appennini. 

Aquila del Bonelli 

Ne rimangono meno di venti coppie ormai concentrate nella sola Sicilia, sempre più minacciate dalla trasformazione degli habitat più idonei in particolare dall’agricoltura intensiva e dalle infrastrutture. Determinante anche la scomparsa di quello che un tempo era la preda preferita dall’Aquila del Bonelli, i conigli selvatici delle piane siciliane. 

Capovaccaio 

Attenzione alta anche sul Capovaccaio, un piccolo avvoltoio che in Italia sta scomparendo. Tra le Murge della Puglia, in Calabria e in Sicilia troviamo attualmente soltanto 7 coppie di questo piccolo avvoltoio che, appunto, trascorre il suo inverno in Africa e sceglie l’Italia per deporre le uova. Anche l’Unione Europea lo segnala tra gli animali più a rischio. 

Pernice bianca 

Sulle Alpi italiane la pernice bianca versa in grave e immediato pericolo di estinzione. Così legata ai ghiacciai e alla neve delle alte quote, ha ben poche difese nei confronti del mutamento climatico e delle troppo rapide trasformazioni della montagna. 

Diverse specie di farfalle diurne 

Fondamentali per l’impollinazione e legate agli spazi aperti di prati, pascoli e praterie ma nonostante ciò a rischio di estinzione: in Italia il 13% delle farfalle diurne è classificato come a rischio estinzione, su un totale di 288 specie autoctone inserite nella Lista Rossa. Molte specie vivono ormai in aree delimitate e sempre in diminuzione.  Tra i vari fattori legati all’estinzione di farfalle vi sarebbero anche la riforestazione naturale, conseguenza dell’abbandono delle aree rurali, ma anche l’intensificazione dell’agricoltura 

 Lupo 

Si chiama “San Francesco” l’operazione voluta dal WWF italiano per tutelare e ripopolare l’Italia con esemplari di lupo. Oggi grazie a programmi di reinserimento sembra in crescita ma in passato si è arrivati anche a una popolazione di soli 500 esemplari. Tra i rischi c’è anche la perdita di identità genetica causata dall’ibridazione con i cani randagi. 

 Stambecco alpino 

Lo stambecco è senza dubbio una delle specie simbolo dell’arco alpino, ed oggi ne esistono soltanto 53 colonie frutto di un importante lavoro di ripopolamento dopo che, verso la fine del secolo scorso, era quasi totalmente scomparso dall’Italia. Oggi questo trend in ripresa viene messo a repentaglio dalla bassa variabilità genetica e dallo stress ambientale delle aree dove risiedono le popolazioni. 

 Pipistrello 

L’Italia ospita ben 34 specie di pipistrelli ma ben la metà è a rischio estinzione. In tutta Europa le specie di pipistrelli sono in tutto 45 quindi il nostro paese può vantare anche su questa specie una importante biodiversità ma che è necessario venga però tutelata.  

L’uso di pesticidi e l’attività umana infatti ne mettono a repentaglio l’habitat naturale e sono tra le principali cause del rischio di estinzione. 

 Anatre mediterranee 

Moretta tabaccata, Anatra marmorizzata, Gobbo rugginoso e Fistione turco sono quattro nomi che ben rappresentano il rischio di estinzione per le anatre nella nostra penisola. 

 La trasformazione degli habitat di questi animali, complice l’agricoltura intensiva, ha determinato per le specie più deboli il ridursi della popolazione fino a raggiungere numeri critici. 

 Pelobate fosco  

Tra gli animali a rischio di estinzione in Italia c’è anche il “rospo della vanga”, vittima della progressiva scomparsa di ambienti umidi residuali e dalla bonifica agricola e dal consumo del suolo che ha interessato tutta la nostra pianura padana.  Oggi le poche popolazioni rimaste hanno raggiunto numeri critici, questo è dovuto anche alla scomparsa delle risaie, habitat naturale del Pelobate fosco che abita le valli della pianura Padana. 

3. Animali che rischiano l’estinzione in Italia: un allarme da non sottovalutare 

Secondo la Lista Rossa dell’IUCN sono quasi 2 milioni le specie animali che rischiano l’estinzione dalla faccia della Terra. Complice di questo rischio e minaccia è l’uomo che mette in atto azioni come la deforestazione, il commercio illegale o il bracconaggio che minano profondamente il patrimonio faunistico globale, in modo diretto o andando a incidere sui loro habitat sempre più minacciati.  

 Le soluzioni da ricercare per risolvere la situazione devono essere su scala mondiale e condivise da tutte, data la gravità della situazione. 

Questo processo di estinzione delle specie animali è un problema che rischia di cambiare le sorti della Terra e che richiede come soluzione urgente, come un radicale cambiamento nell’attenzione al problema dell’inquinamento e al ricorso di fonti di energia pulita e responsabile nei confronti dell’ambiente.  

Anche l’Italia non è immune da questo fenomeno e sfogliando i dati si incontrano molte specie di animali che in passato sono state eletti a simboli di alcune zone e che ora rischiano invece di scomparire.  

 Difendere le specie in via di estinzione è un dovere di ogni cittadino per non rischiare di veder scomparire quegli animali che ancora oggi abbiamo la fortuna di vedere intorno a noi.