Fondazione UNA: sterilizzare i cinghiali? Meglio abbattimento selettivo

21.03.2017
Wild boars in a forest borough of Tegel in Berlin, Germany, 5 April 2016. Wild animals find all they need in Berlin: Many green areas, shelter and food, mainly consisting of trash. PHOTO: GREGOR FISCHER/dpa

Contro l’emergenza cinghiali in città, costata la vita a un motociclista sabato notte a Roma, la campagna di sterilizzazione allo studio del Comune non è la soluzione: è la risposta che arriva da Fondazione UNA.

Per Maurizio Zipponi, presidente del comitato scientifico della Fondazione UNA Onlus, “le soluzioni devono essere individuate da professionisti, non da cercatori di voti”. Quello cui assistiamo “non è un evento straordinario ma un fenomeno di lungo corso” che deve essere “gestito da chi se ne intende: l’approccio tutto teorico – come la sterilizzazione – è una risposta assolutamente non proporzionata al problema, sia per i tempi, lunghissimi, che per logistica e costi”

Il primo passo è il progetto promosso dalla Fondazione, con la collaborazione di Ispra, Legambiente e le associazioni venatorie Federcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, per un censimento puntuale delle specie selvatiche, dei cinghiali in particolare, attraverso una banca dati nazionale. Grazie ai dati scientifici, si può avere una fotografia chiara della loro presenza sul territorio nazionale, sapendo “dove sono e dove entrano in contatto con l’umano e sono in conflitto”.

A quel punto, si può agire con il prelievo, cioè l’abbattimento selettivo: “il prelievo nel parco è fondamentale, ma l’animale non conosce confini”. Quindi, da una parte, “va fatto in modo più preciso nei parchi”; dall’altra “va esteso” oltre le zone protette,sempre e solo ad opera di “cacciatori professionisti – ha sottolineato Zipponi – che devono agire sotto il controllo della comunità scientifica”.

E’ in quest’ottica che si muove la Fondazione UNA, che fa proprio il metodo applicato con successo in Francia e Germania della concertazione. “Non si può trasformare questo argomento – il tema del controllo della fauna e del rapporto con l’umano – in una discussione tra opposti”. Al contrario, è necessario “mettere seduti intorno allo stesso tavolo comunità scientifica, associazioni ambientaliste e venatorie”.

Tra i progetti cui aderisce la fondazione, anche ‘Life Strade‘, “utile per proteggere le persone e l’animale, creando sulle strade sistemi di segnalazione preventiva di animali”. I danni, infatti, causati da collisioni con animali sulle strade “sono poco calcolati ma enormi”, in termini di vittime ma anche economici, relativi all’assicurazione.