#ADOTTAUNCONTADINO, il video dei contadini invasi dai cinghiali

17.11.2017
Wild boars in a forest borough of Tegel in Berlin, Germany, 5 April 2016. Wild animals find all they need in Berlin: Many green areas, shelter and food, mainly consisting of trash. PHOTO: GREGOR FISCHER/dpa

“Chiedilo a Paolo, che nelle proprie vigne ha scelto di allevare con passione interi branchi di caprioli, daini e cervi, altro che Chianti classico. Chiedilo a Andrea e Leonardo che anche quest’anno, se non fosse stato per i cinghiali, avrebbero dovuto sciupare la propria uva per fare del banalissimo vino”.

Un video ironico, che richiama la campagna pubblicitaria della Cei sull’8 per mille alla Chiesa, lancia una campagna per limitare i danni degli animali nelle campagne toscane. “Adotta un contadino”, è la proposta semiseria. Il filmato in pochi giorni “è diventato virale, lo sto inviando anch’io a molte persone perché tratta in modo originale un grandissimo problema” dice Francesco Ricasoli, trentaduesimo barone di Brolio, discendente di Bettino, l’uomo che ideò la formula del Chianti.

Il messaggio del video è semplice: visto che non si riesce a fermare l’invasione di cinghiali e caprioli, adottate un contadino. Proposta provocatoria: dateci mille euro al mese per ognuno. Secondo la Regione in Toscana ci sono “200 mila cinghiali e 240 mila tra cervi, caprioli  e daini, 4 volte e mezzo più che in altre regioni, con gravi danni all’agricoltura e oltre a 700 incidenti stradali. Nel 2016 sono stati abbattuti 100 mila cinghiali”.

L’autore e il protagonista del filmato è Riccardo Lupino, 36 anni, proprietario dell’azienda La Formicola a Greve in Chianti, produttore di olio e ortaggi.

“Quella di cinghiali e caprioli è una bomba inimmaginabile da 4-5 anni – racconta -. Ho recintato tutto, spendendo 6.000 euro tra reti e pali, ma non basta, gli animali hanno fame, scavano sotto  la rete, oppure la saltano. Mangiano i frutti, le foglie e danneggiano le piante. Il rimborso dei danni? Irrisorio. C’è un vero disinteresse su questo tema, quando ne parliamo ci accusano di essere dei potenziali assassini di animali, ma gli ambientalisti dovrebbero conoscere l’ambiente agricolo, scoprirebbero che fino a agli anni Ottanta non si vedeva un cinghiale tra le vigne e gli olivi. Ora siamo secondi solo al Canada per densità di cervi. Ho scelto l’ironia per attrarre l’attenzione. Magari qualcuno alla fine mi adotta”.

Fonte: corriere.it